Dal  1921 al 1940

La nascita della Società ed il periodo bellico

 

La nascita dell’U.S. Castrovillari ha una data precisa, il 6 marzo del 1921, e consacrata dal giornale locale “La Vedetta”. Ma di calcio nella città del Pollino se ne comincia a parlare già nel primo dopo guerra. Con il ritorno dei giovani combattenti vengono infatti a formarsi i primi gruppi di football. Sorgevano così la Juventus, la Virtus, la Forza e Coraggio e la Carlos Filpo. Una delle prime partita di calcio dell’epoca è datata 3 novembre 1920: il XIX Fanteria Cosenza batte la Juventus Castrovillari per 4 a 2. I primi incontri di calcio fecero sorgere il problema del campo sportivo. Grazie al Col. Felice Bruno Pellegrini vennero così spianate le “Casermette”, grazie all’impiego di una considerevole massa di prigionieri. Per evitare uno sgretolamento, si senti poi la necessità di convogliare tutte le forze calcistiche castrovillaresi in un unico organismo sportivo. Nella primavera del 1921 fu così fondata l’Unione Sportiva Castrovillari, con una divisa rossonera con pantaloncini bianchi. Ne fu primo presidente il Col. Pellegrini. In breve tempo la società richiamò circa 200 soci. Per festeggiare la nascita della società, fu organizzato un torneo di calcio ad eliminazioni fra: Fortitudo Cosenza, U.S. Castrovillari, XIX Fanteria Cosenza e Fanteria Potenza. Si effettuarono poi le prime amichevoli, fino ad arrivare all’incontro più importane dell’epoca: l’A.C. Pepe di Milano, durante una tournée al Sud, incontra e batte il Castrovillari per 3 a 2. La partita storica, voluta ed organizzata dall’universitario Gaetano Greco Naccarato, richiamò alle “Casermette” una folla di circa 2.000 persone. Per riorganizzare la società, nel 1934 fu chiamato come commissario straordinario l’Avv. Antonio De Biase, che diede un nuovo assetto societario all’U.S. Castrovillari Calcio. Dopo un anno e mezzo assunse la presidenza il Comm. Francesco Galizia. Con l’inizio del periodo bellico si chiude il primo periodo calcistico a Castrovillari.

 

Dal 1945 al 1950

Il dopoguerra ed il primo campionato ufficiale

Nell’immediato dopoguerra, grazie alla passione e alla abnegazione di gente come gli universitari Francesco Laudadio, Luigi Marini e Ninì Murino, riprese l’attività calcistica cittadina. Coinvolti l’Avv. Guido Lombardi, Peppino Cersosimo e Luigi Filpo, finalmente si iscrive la squadra del Castrovillari al primo campionato ufficiale che veniva organizzato dalla Lega Provinciale di Cosenza (1° Divisione). L ‘U.S. Castrovillari finalmente poté cosi realizzare il sogno da tanti anni vagheggiato: la partecipazione ad un vero campionato di calcio. Per festeggiare questo evento veniva invitato il tradizionale avversario di sempre, quel Cosenza che uscì dal restaurato “Pollino” ancora una volta sonoramente sconfitto (6 a 2). Questo primo campionato fu turbato da un doloroso episodio. Sabato 24 gennaio 1946, verso le ore 19,30, in contrada “Cammarata”, a causa del fondo viscido, l’autocarro che trasportava il Crotone a Castrovillari, dove avrebbero dovuto giocare il giorno successivo, sbandò e si capovolse nel sottostante fossato. Nell’incidente perse la vita il capitano del Crotone: Ezio Scida. Il giorno dopo il Castrovillari rinunciò alla partita un segno di lutto e di solidarietà con la squadra e con gli sportivi di Crotone. I funerali ebbero luogo a cura e spese degli sportivi di Castrovillari con la partecipazione di una imponente folla. Nel campionato successivo la formazione rossonera ottenne il 2° posto assoluto. Per il campionato 1948/49, per motivi economici, all’antico nome di Unione Sportiva si aggiunse quello di Libertas. La squadra, sotto la guida amministrativa di Micuzzo Bruno, arrivò alle fasi regionali per il passaggio al campionato superiore. Al Castrovillari si affiancarono nel girone eliminatorio il Sambiase, il Mamerto ed il Roccella. Il 26 giugno 1949 l’incontro decisivo sul “Pollino”: Castrovillari-Roccella. Al Castrovillari bastava un pareggio per il salto nella serie Interregionale, ed invece arrivò una sconfitta per 1 a 0. Dopo qualche giorno, però, il Roccella rinunciò a disputare il Campionato Interregionale, e così venne invitato per meriti sportivi il Castrovillari. Purtroppo però, per problemi all’in-terno della dirigenza presieduta dall’Avv. Pasquale Cosentino, la squadra rossonera non accettò l’invito. Per l’anno calcistico successivo (1949/50) si rimase così in 1° Divisione, arrivando alla fine al 2° posto.

 

Dal 1950 al 1960

La prima promozione e lo storico spareggio

Dopo un periodo di crisi, il giovane farmacista Fausto D’Atri si rivolge ad un giovane trainer di squadre rionali, Pasquale Bonanni, che riunisce un manipolo di giovani prelevandoli alle “Casermette”. La squadra viene iscritta al campionato di 2° Divisione. Per il campionato di 1° Divisione 1951/52 il presidente è il Cav. Aldo D’Atri (ci rimase poi per un decennio). La squadra composta da castrovillaresi, sotto la guida del tecnico Remo Frigerio, arriva alla fine del torneo al 3° posto, posizione che consente di entrare nel girone regionale di Promozione. La promozione porta molto entusiasmo nell’ambiente: il Comune stanzia per la prima volta un congruo contributo a favore della squadra locale. La campagna acquisti porta a Castrovillari giocatori di notevole valore tecnico e di esperienza, come Bellini, Nacci, Leone, Mosca e Alfredo Diotallevi che nel Venezia (campionato di serie A 1941/42) era stato centravanti tra Loik e Mazzola. Il campionato è denso di soddisfazioni con un 4° posto finale. L’anno successivo la squadra viene affidata al triestino Giorda. Il campionato però alla fine si rivelerà deludente. Per il campionato 1954/55 giunge a Castrovillari, in qualità di trainar, Luciano Gisberti. Anche in questo campionato la squadra è interamente rifatta, con elementi come Faccin, Guidi e Rinaldi. Anche questo torneo non è però positivo, anche per alcune penalizzazioni ricevute. Una di tre punti per la posizione irregolare di un giocatore. Poi un risultato capovolto dalla Lega per un ombrello lanciato dagli spalti che colpì il capitano del Tropea, ed un altro per un’invasione di campo con fitta sassaiola nell’incontro interno con il Nicastro, che portò poi a tre giornate di squalifica  del campo. Si riprende con il campionato 1955/56: alla guida viene chiamato Dario Gay, tecnico di chiara fama e di notevole esperienza. La squadra, dopo un inizio incerto, travolge tutte le altre formazioni. All’ultima giornata però il Castrovillari (gli bastava un pari) perde a Taurianova contro la squadra locale nei minuti finali, perdendo così la promozione. L’anno successivo (1956/57) però il salto in IV Serie arriva dopo un memorabile spareggio contro la Palmese disputato sul neutro del “Militare” di Catanzaro vinto per 2 a 1 grazie alle segnature di Castellano e Tarantino. L’ingresso del Castrovillari nell’élite del calcio veniva salutato da un entusiasmo incontenibile dalla cittadinanza. La squadra per il primo anno di IV Serie viene affidata all’ex nazionale magiaro Michele Voros, che ottenne alla fine un ottimo 5° posto. L’anno successivo però l’intero direttivo presentò le dimissioni, costringendo la Giunta Comunale ad intervenire dando l’incarico a Franco Muraca a soli quattro giorni dall’inizio del campionato. Alla fine arrivò una inevitabile retrocessione.

 

Dal 1960 al 1970

Di nuovo la Palmese e poi la Bagnarese sulla strada dei rossoneri

I primi due campionati di Promozione del nuovo decennio vennero condotti unicamente con giovani locali. Nella stagione 1962/63, sotto la guida del richiamato Dario Gay, il Castrovillari disputa un valido campionato con elementi come Mazza e Caradonna. Per la stagione successiva viene chiamato ad allenare la squadra un nome di notevole esperienza e capacità: Lajos Politzer che conduce un gruppo di validissimi atleti guidati da Geremicca, che alle falde del Pollino trovava la sua seconda giovinezza. Dopo un buonissimo inizio alla vigilia di Natale, a seguito di un male improvviso, Lajos lasciava per sempre i suoi ragazzi. La squadra veniva cosi affidata al secondo Terzulli che, con impegno e sanata, portò il Castrovillari al primo posto in compagnia del Trebisacce e della Morrone Cosenza. Mentre si attendevano gli spareggi a tre per il salto di categoria arriva però la doccia fredda: un telegramma estromette il Castrovillari dagli spareggi per la posizione irregolare della Rossanese. Nell’annata 1964/65 il Castrovillari si presenta ai nastri di partenza rinforzato dall’ingaggio di Melotti, Scicchitano ed Esposito. Al termine di un campionato esaltante la formazione rossonera conclude al primo posto. Tra il Castrovillari e la IV Serie c’è però un ostacolo: la Palmese. Nella prima gara di spareggio è il Castrovillari a vincere per 1 a 0 sul proprio terreno grazie ad una rete di Enrico Mazza. A Palmi la vittoria va però ai neroverdi per 2 a 0. La terza gara, disputata sul neutro di Nicastro, dopo un preambolo da film western per una sparatoria tra opposte tifoserie, la vittoria va alla Palmese per 3 a 2 dopo i tempi supplementari. Persa la promozione in IV Serie, i due successivi campionati non dissero niente di rilevante. Si arriva così alla stagione 1967/68. Pochi acquisti (Perfetti, Furci, Fiordaliso, Pangallo e Nicchi nelle vesti di allenatore-giocatore) e grande campionato. Si va di nuovo allo spareggio per salire, questa volta contro la Bagnarese. Dopo una vittoria per parte si va alla gara sul neutro di Catanzaro. Al termine dei 120 minuti il sorteggio favorisce però i reggini. Quattro giorni dopo però la Dea bendata volle fare giustizia. Mentre ancora si commentava lo sfortunato episodio, un telegramma annuncia l’ammissione del Castrovillari in IV Serie. La prima stagione nel campionato semiprofessionistico finì con un 11° posto. L’anno successivo (1969/70), grazie ad elementi come Nicchi, La Polla, Giannuzzi, Russo, Izzo e Cucurachi, il Castrovillari ottenne un superbo 5° posto finale.

 

Dal 1970 al 1980

Gli anni di Serie D, la retrocessione e la promozione

La stagione 1970/71, terza consecutiva in serie D, non fu certo facile per il Castrovillari. La società per motivi economici non poté ingaggiare elementi di un certo valore, così arrivò una salvezza raggiunta solo all’ultima giornata con la vittoria contro l’Angri sul neutro di Bagnoli, salvezza raggiunta anche grazie al tecnico Romolo Marangoni chiamato nel corso del campionato in sostituzione di Michele Voros. L’anno successivo, in coincidenza con il cinquantenario della società, la rinnovata dirigenza (neo presidente l’Avv. Piero Schettini) allestì una forte squadra con l’innesto di elementi come De Girolamo, Stella, Vignola, Valbonesi e Capossela, guidato dal livornese Dante Pagni. Alla fine la squadra ottenne un buon 5° posto. Nella stagione 1972/73 viene chiamato alla guida del Castrovillari uno dei più prestigiosi giocatori che abbiano mai calcato le scene calcistiche nazionali ed internazionali: Francisco Ramon Lojacono. Vennero acquistati anche giocatori validi come Valzoni, Fusetti, Moschella e Livi, oltre alla riconferma dei migliori del precedente campionato. Il torneo riservò tante gioie ai rossoneri, con un 4° posto finale e la qualificazione al torneo nazionale di Coppa Italia Semiprofessionistici. Non solo, ma alla fine della stagione avvenne pure la cessione di Tonino Rocca, che negli anni successivi fece le fortune dell’Atalanta in serie A. La stagione successiva cominciò male per il Castrovillari. La squadra, affidata prima a Catalano e poi a Succi, non andava bene. Il ritorno di Marangoni sulla panchina ricaricò però tutto l’ambiente, e con un brillante finale, si ottenne una buona 10° posizione. Nella stagione 1974/75 arriva però la retrocessione per i rossoneri. Nonostante il ritorno di Marangoni in panchina al posto di Andreoli, dopo sette anni di serie D il ritorno in Promozione. E proprio in coincidenza con questa stagione inizia un periodo critico per il Castrovillari. Alla seconda stagione di Pro- mozione (1976/77) arriva infatti persino la retrocessione in 1° Categoria. Dopo due alterne stagioni, con diversi allenatori cambiati, al terzo tentativo arriva il ritorno nel campionato di Promozione. E’ la stagione 1979/80, con Di Dieco presidente e Piragine suo vice. Arriva come allenatore Ubaldo Leonetti, conosciuto in tutta la regione per le sue doti di “ammazza campionati”. La dirigenza non badò a spese, acquistando Mirabelli, Corrente, Consoli, Carlomagno, Colombo, Cataldo, Ponissi, Lamino e Le Pere. Alla fine arrivò un primo meritato posto avanti allo Schiavonea.

 

Dal 1980 al 1990

Da Nino Di Dieco ad Agostino Caligiuri

Con il ritorno nel campionato di Promozione viene chiamato alla guida della squadra Alberto Canetti, un uomo in grado di valorizzare i giovani. Nonostante una rosa non particolarmente forte, il Castrovillari al temine del torneo conquista un settimo posto che gli consente il passaggio d’ufficio nel nuovo campionato Interregionale istituito per la prima volta. Le due annate successive arrivarono un 4° ed un 11° posto in campionato, con Canetti sempre alla guida della squadra. Nella stagione 1983/84 l’imprenditore Pietro Cerchiara affiancò Nino Di Dieco alla presidenza della società. Non viene riconfermato Canetti, e così alla guida della squadra arriva un giocatore-allenatore di un certo prestigio: Fausto Silipo. Vengono acquistati Tiano, Perna e Schifino. Le buone aspettative furono però purtroppo deluse, e Silipo pagò con l’esonero. Al suo posto arrivò Nuccio Vigliarolo che condusse in salvo la squadra senza grandi entusiasmi. Di positivo ci fu solo il raggiungimento dei quarti di finale di Coppa Italia, persa poi con il Contarina, squadra veneta, in un incontro che sancì una sorta di gemellaggio tra due tifoserie per tanti versi così distanti. A fine campionato si sciolse il binomio Di Dieco-Cerchiara con l’abbandono di quest’ultimo. Di Dieco affidò la conduzione tecnica a Marcello Pasquino, tecnico emergente e grande trascinatore. Si cercò di costruire una squadra ad immagine di Pasquino, e così arrivarono dal Rende Tormento, Cannataro e Cardamone, e poi arrivarono Maio, Celi, Gerace, Mari, Matà e Mucciola. Dopo un inizio scoppiettante il Castrovillari entra però in crisi, tant’è che Pasquino presenta le proprie dimissioni alla società. La squadra passò in mano al secondo Mimmo Vacca, e si salvò dopo un rocambolesco pareggio esterno nell’isola di Ischia contro il Forio. Nella stagione successiva Vacca viene riconfermato alla guida della squadra, ed approdarono in rossonero pochi elementi ma di buon valore tecnico: Capuano, Saffioti, Tedesco e Del Bello. Nel corso del campionato ci fu poi l’esplosione dell’allora quindicenne talento locale Emilio Affuso che, al termine del torneo, approdò alla Sampdoria alla corte di Boskov. Per il campionato 1986/87 arrivarono a Castrovillari elementi di ottimo valore, come Danza, Guzzetti ed il giovanissimo Massimo Corrado. Dopo un inizio difficile viene esonerato il tecnico Nuccio Vigliarolo. Dopo Vigliarolo sulla panca rossonera andarono in ordine Enrico Mazza, Angelo Mammì (indimenticato bomber del Catanzaro di serie A), e poi il capitano Enzo Tedesco con la supervisione di Dante Pagni. Al termine del campionato la squadra conquistò solo una deludente salvezza. Nel 1987/88 venne nominato presidente Pietro Cerchiara. Con una squadra formata da giovani di belle speranze come Graziadio e Roberto De Luca, il tecnico Dante Pagni, grazie anche all’esperienza di Carlo Cimicata, porta il Castrovillari ad una tranquilla salvezza. Ma proprio nel momento in cui tutti si attendevano un rilancio alla grande, l’anno successivo ci fu invece un’inversione di tendenza: furono ceduti Nicolosi, Tiano, Cimicata, Armento, Spigoni e Armando De Luca, ed acquistati Reccia, Amelia, Bosnar, Chiuso, Venneri, Buongiorno, Montefusco e Scaglione. Non venne confermato Pagni alla guida tecnica ed al suo posto arrivò Palazzese. Un anno, quindi, iniziato con tante contraddizioni, che si concluse con una umiliante retrocessione nonostante il disperato ricorso a Romolo Marangoni. Ritornati così nel campionato di Promozione andò via Cerchiara e prese in mano la squadra l’imprenditore agricolo Agostino Caliguri.

 

Dal 1990 al 2000

L’era Caligiuri: dalla Promozione alla Serie C2

 

Era il 1989 quando il glorioso sodalizio  rossonero veniva rilevato da un gruppo di imprenditori. Agostino Caligiuri ne diviene il Presidente. Al suo fianco come vice arrivano Angelo Giannoni Carlo Astorino. Da allora quello di Caligiuri sarà un binomio indelebile con i colori rossoneri e con tutta la città. “Don Agostino” diverrà il simbolo del calcio cittadino attraverso una politica manageriale e uno spirito sportivo che lo ha sempre contraddistinto.  Non era molto amato dai cronisti, ma solo perché era di poche parole e non facilitava il compito dei giornalisti locali. Non amava troppo i riflettori ma dosava i suoi interventi sulla stampa  con precisione e metodo. Sempre con toni tranquilli e con la consapevolezza che quel progetto continuava a dare i suoi frutti. Prima la memorabile cavalcata che porta i Rossoneri di mister Teobaldo Del Morgine e dei vari Maurizio Guido, Sandro Cipparrone, Mimmo Cairo, Andrea Mallamace, Mario Tormento, Fabio De Simoni, Luigi Novello, Angelo Andreoli, Francesco Gioberti, Emilio Follone, Pino Suriano, i giovani Francesco Quintieri, Biagio Aino, Mimmo Cardillo, Fabio De Sanzo, Maurizio Greco ed i giovanissimi Francesco Mazza e Gianfranco Giannuzzi alla vittoria del Campionato di Promozione e dello spareggio, ancora con la Palmese, e l’approdo in Serie D. La disputa, sempre in quell’anno, della finale di Coppa Italia, persa malamente e con tanto di retroscena… Due piazzamenti d’onore nel massimo campionato dilettantistico con Franco Pavone e Piero Baroncini alla guida. Ma anche eccellenti stagioni con Paolo Braca ed Audino Arabia. Nessuna potrà dimenticare le trionfali vittorie di Caligiuri. Ma la conquista della C2, corona il sogno che i tifosi hanno cullato per settantatre anni, consegnando il “Presidentissimo” alla leggenda. La domenica del 17 aprile 1994 la Castrovillari sportiva si ferma per incoronare i suoi campioni e il suo “Re”. L’entusiasmo è grande. Tutti si recano allo stadio anche chi non sempre ha seguito il calcio ma è pronto per essere presente nella storica impresa attesa per oltre settanta anni. Pagine indelebili legate a quell’uomo di Cammarata che è arrivato dove nessuno aveva mai osato sfidando tutti e tutto. Dopo la scomparsa di Mimmo Rende, al quale Caligiuri era legato da un affetto fraterno e che lo aveva coinvolto nel rilancio del calcio castrovillarese, “lui” ha voluto onorare la memoria dell’”amico” rimanendo alla guida della società al fine di conseguire l’obiettivo per cui Mimmo aveva tanto lottato e dedicargli il leggendario traguardo. La promozione in C2 targata Caligiuri e mister Angelo Carrano (ribattezzato il Mago) è solo l’inizio di una serie di indimenticabili anni vissuti da protagonisti tra vittorie, sofferenze e piaceri unici come quello di trovarsi la domenica su una schedina. Si proprio così. Quella schedina che ci ha reso famosi in tutta la penisola e che ha dato la possibilità a giocatori incalliti o semplici  cittadini di poter scrivere “1” in ogni gara interna. Così, dopo lunghissima militanza in Interregionale (già Campionato Nazionale Dilettanti e corrispondente all’attuale Serie D), nella stagione 1993-94 il Castrovillari, approda così in C2 vincendo il girone I del CND. Chi avrebbe mai immaginato un simile epilogo, soprattutto per l’agguerrita concorrenza di due squadre blasonate, “nobili decadute” come Messina e Catania, spauracchi dei sogni di mezza estate dei castrovillaresi, senza dimenticare le dichiarazioni ambiziose della vigilia di Marsala, Mazara, Comiso e Folgore. L’ingresso tra i professionisti è impreziosito da diversi record: 67 reti realizzate e 21 subite; +3 in media inglese; maggior numero di vittorie complessive (24) e titolo di capocannoniere con Emanuele Del Zotti, autore di 19 reti. Era il Castrovillari dei vari Bruno, Presta, Del Zotti, Galati, Addesi, Cipparrone, De Marco, Cimino, Balestrieri, Mingrone, Lauriola, Apa Pasquale, De Blasio, Perrone, Baratto, De Vivo,  e dei giovanissimi Bassi, Mazza, Vacchiano, Squillace, Cosa, Lufrano e Apa Ventura. In panchina come detto Carrano ed i suoi due fidati collaboratori Enrico Mazza e Peppino Giannuzzi.

Quella del 1994-1995 è la prima di ben sette stagioni consecutive nel Campionato di Serie C2 in cui il Castrovillari ottiene buoni risultati, il migliore dei quali rimane il sesto posto conseguito alla fine della stagione 1996-97. È proprio vero! Nel calcio basta poco per far cambiare l’umore delle persone. Così, i tifosi abituati ed impegnati a parlare di calcio mercato, sono nuovamente immersi in complicati conteggi e pronostici tanto da sperare di portare il Castrovillari in zona play – off. I presupposti ci sono tutti! Un organico di tutto rispetto ed un tecnico esperto e di categoria, Nino Bitetto. Parte a razzo, infatti, il Castro, con una cinquina alla Casertana. Tanti risultati buoni, poi quel calo a Natale che costa cara la panchina al mister. Arriva Franco Gagliardi, uno che con i giovani fa miracoli e sprona i vari Dei, Nocera, Di Giulio, de Sanzo, Bonacci, D’Elia, Gardini, Morello e Colle. Battuta la capolista Frosinone e la blasonata Viterbese di Gaucci, il team rossonero centra quello che risulterà il suo miglior piazzamento tra i professionisti.: il sesto posto ad un punto dai play – off. L’estate del 1997 è caratterizzata da una campagna acquisti che vede l’arrivo dalla Serie B di Gigi De Rosa e Gigi Marulla, ma anche di gente della caratura di Di Cunzolo, Sanseverino, Menghini, Dima Rugiano, Calcagno, Andreoli e Trocini, oltre ai riconfermati De Sanzo, Chiappetta, Di Giulio, Colle, Bertuccelli e Nocera. Il Castrovillari così fa la voce grossa anche perché il tecnico è Franco Dellisanti. Per svariate vicissitudini avverse si arriva all’ultima di campionato con tanto rammarico. Quello di aver buttato via punti d’oro nei viaggi dissoluti. La “Rossonera” si avvicina al giorno del giudizio nel silenzio e senza fanfara. Troppo distanti i play – off per trasmettere gioie e stimolare l’adrenalina. Si chiude la stagione con un comunque, dignitoso, settimo posto. Tosti, Drago, Capecchi, Domma, Pierotti, Tardivo, Martino, Cazzella, e Torma sono i volti nuovi del Castrovillari edizione 1998/99. Al timone, sempre Dellisanti. Esordio col botto! Clamoroso al Cibali! De Rosa al 90’, dal dischetto fa il “cucchiaio” a Bifera e regala i tre punti ai rossoneri. Inizio campionato spumeggiante, fase centrale in standby e finale da brivido. Questa la sintesi della stagione che il Castrovillari comunque salva, scongiurando i play – out, battendo la cavese grazie alla rete di Marulla. Enzo Patania (subentrato al dimissionario Dellisanti) stacca felice il biglietto: la salvezza è confezionata. Missione compiuta!

Organico riconfermato quasi in toto al quale si aggregano Ubaldi, Criniti, Roberto De Luca (vecchia conoscenza!), Gennaro del Vecchio (che approderà poi in serie A), Fiore (Adriano, fratello di Stefano), il sardo Borrutzu, il fantasista Roberto Novello e Montanaro (dall’Ancona). In panchina, il “Sergente di Ferro”, il compianto Marcello Pasquino. Partenza sprint e Castrovillari show con il Chieti, la Battipagliese e la Cavese. Apoteosi nel derby vinto per 3-2 contro il Catanzaro grazie ad un rigore trasformato da Gegè Del Vecchio al 94’. Pari contro il blasonato Foggia e vittoria strepitosa in casa della capolista Nocerina di mister Del Neri. Stagione ricca di colpi di scena. Uno su tutti, il gol di Manitta, portiere del Messina, proprio nei minuti di recupero di un match dominato dai rossoneri. Ma anche il finale mozzafiato di una salvezza raggiunta ai play – out nello scontro letale per la Battipagliese che retrocede in Serie D. decisivo il gruppo concentrato e che ha mostrato una maggiore freschezza atletica.

 

Dal 2000 al 2010

La retrocessione in Serie D, la vendita del titolo e la rinascita con Antonio Ioele

I Lupi del Pollino retrocedono in Serie D al termine della stagione 2000/01 arrivando all’ultimo posto del girone C con 27 punti totalizzati in 34 partite. Il campionato 2001/02 li vede partecipare al girone I di Serie D, in cui si piazzano al quinto posto dopo aver inseguito da vicino per tutto il girone d’andata la vincitrice Ragusa (ancora non erano previsti i play-off). Nella stagione successiva 2002/03 partecipa ancora al campionato di Serie D girone I realizzando 41 punti e, costretta a disputare i play-out, raggiunge la salvezza dopo uno spareggio con il Delianuova. Nell’estate 2003 il Castrovillari cede il titolo sportivo al Cosenza, nel frattempo fallito. Si riparte dalla promozione in quello che risulta essere un campionato transitorio e di preparazione per il grande botto! Il progetto di rilancio è stato voluto, costruito e realizzato tutto all’interno di una stanza della sede sociale. Quella che, un tempo era dimora del custode, durante l’estate è diventata il quartier generale da cui sono partite idee, si sono concretizzate aspettative e si sono concluse per un’intera estate varie trattative. Ma già all’inizio tutto sembrava diverso. Nuove figure, nuovi compiti e maggiore determinazione. Iniziava così la costruzione di una stagione esaltante. Antonio Iole, il presidente, viene affiancato da Eugenio Docimo e Gianluca Fiore e dall’infaticabile Fabio Tricarico. Ci si rende subito conto che qualche cosa sta cambiando. Dopo Cipparrone, arriva un altro ex rossonero alla corte di Iole, questa volta più fortunato e vincente: si tratta di Conversindo Perrone. Al suo fianco, in panchina, un indiscusso e storico baluardo castrovillarese come Enrico Mazza. Era il 19 settembre quando falcone segna la prima rete di questa importante stagione. Ed era il 17 aprile 2005 quando Maritato, Carino, Scafaro, Scanga, Scarpelli, Guida, Villano, Spinosa, Tramonte, Cipolla, Falcone, Nastri, Micieli, Guido, Amatuzzo, Morelli, Lento e Presta (manca solo il giovane Gennaro Tullipano prematuramente scomparso a causa di una malattia) scendono in campo al Mimmo Rende in una gara che vale la promozione. Proprio come nel 1994, era il 17 aprile e la Castrovillari sportiva festeggiava la promozione nel calcio professionistico, ironia della sorte, la stessa data ma di qualche anno dopo, poteva riaprire un ciclo vincente. Arriva il grande giorno, ci sono proprio tutti! Sono da poco passate le 18 e, dopo 97 minuti di gara, a Castrovillari esplode la festa. Invasioni di campo, giro d’onore per Iole, fiumi di champagne negli spogliatoi e doccia finale per Vetere, Perrone e Mazza. In quella giornata storica brinda Antonio Iole, presidente del Castrovillari Calcio, che ha conosciuto la sua prima grande soddisfazione nel mondo sportivo locale.

Quindi, ricostituita la società, la squadra ripartita dalla Promozione, sotto la presidenza di Antonio Ioele riesce a scalare due categorie in due stagioni, tornando nel campionato di Serie D grazie al successo ottenuto nella stagione 2005/06 nella finale dei play-off contro la rappresentativa di Gragnano. Stagione  che vede in rossonero i vari Criaco, Papasidero, Favasuli, Saffioti, Crucitti, Tramonte, Andreoli, Tortora, Cambria, Romeo, Rubino, Scafaro, Micieli e Devona. In panchina il riconfermato Perrone. Purtroppo la partenza incerta (una vittoria, una sconfitta e due pareggi) costa cara al trainer rossonero che viene sostituito da Franco Viola. La musica cambia e la squadra comincia a scalare posizioni su posizioni fino a portarsi a tre lunghezze dalla capolista Paolana (che vincerà il campionato). L’ottimo ruolino di marcia consentono ai rossoneri di arrivare secondi e disputare la saga degli spareggi per quell’unico posto rimasto per entrare in Serie D dalla porta di servizio. Subiscono l’onda d’urto del Castrovillari prima lo Scalea (2-0 e 1-1) e poi il Capo Vaticano (1-1 e 1-1). Si va in Campania. Ad aspettare i rossoneri c’è il Gragnano. Termina 3-1 per i giallo neri ma ci sono ancora 90’ da disputare. Gara di ritorno che però il Castrovillari non disputa tra le mura amiche. Sarà il “Marco Lorenzon” il campo che decreterà di tra campani e calabresi andrà in Serie D. Scafaro, Micieli e favasuli chiudono il primo tempo sul 3-0. Tra gli spalti si comincia a festeggiare ma, al 7’ della ripresa Bottone su rigore rimette tutto in discussione. Parità ristabilita. Il risultato rimane inchiodato fino al 90’ e fino al 120’! Il resto lo fanno i calci di rigore! Micieli e Tramonte sbagliano. Maritato ne para un, uno finisce fuori e un altro si stampa sul palo. C’è Tortora (44 anni) che prima di andare a calciare l’ultimo rigore riceve la benedizione di viola e degli oltre 2000 supporter rossoneri. La sua è una esecuzione da manuale: palla a sinistra portiere a destra. Sono le 19 e 21, la festa rossonera può cominciare! Nella stagione del ritorno in serie D 2006/07 il Castrovillari raggiunge il 6º posto mancando la zona play-off per un solo punto. Nel corso della stagione 2007/2008 un cambio dei vertici societari vede l’arrivo del nuovo presidente Carlo Astorino. Il verdetto del campionato regala al Castrovillari la permanenza in serie D, grazie al successo nei play-out (1-1 in casa e 2-0 fuori) sulla Casertana. Dopo l’abbandono di Astorino la società è rilevata dall’imprenditore locale Domenico Mazzei. La stagione 2008/09 si conclude con un 16º posto che porta il Castrovillari ai play-out. Il Castrovillari Calcio vince la finale dei play-out contro la Puteolana: la gara di andata del 31 maggio 2009 è vinta per 1-0 grazie alle rete di Caridi al 94′ su calcio di punizione. La gara di ritorno del 7 giugno termina con il risultato di 1-1 che regala ai lupi del Pollino la permanenza in serie D. La partita si sblocca nel risultato al 10′ del primo tempo grazie al goal di Davide Ferrari e viene raggiunto sull’1-1 solo al 45′ del secondo tempo (goal di Aloe). Diversa la storia del campionato 2009/10 che ha visto i Lupi del Pollino retrocedere in Eccellenza, al termine di una stagione tribolata dalle vicende societarie sfavorevoli e caratterizzata da numerose prestazioni non buone.

 

Dal 2010 ad oggi

…transizione!

Nell’agosto del 2010 viene costituita una nuova società con a capo Alessandro Di Dieco e la squadra viene iscritta al campionato di Eccellenza calabrese 2010/11, con l’intento principale di valorizzare i giovani locali dell’hinterland castrovillarese.  In rossonero arrivano Enea, Gallo, Mancini, Cundari, Porco, Balsamo oltre ai riconfermati Casciaro, De Luca, capitan Ruggiero ed il baby castrovillarese Donato. In panchina una vecchia conoscenza, Carlo Cimicata. Dopo un difficile inizio di stagione, la squadra riesce a risalire la china prendendosi anche belle soddisfazioni battendo le battistrada Acri e Montalto e ad ottenere la salvezza all’ultima giornata, contro la Gioiese, senza necessità di disputare i play-out. Idem come la stagione precedente! Tanti errori, soprattutto in ambito societario e per mister Carmine Pugliese e compagni è nuovamente la Gioiese a testimoniare, sempre all’ultimo match la salvezza dei rossoneri. Un torneo di grande sofferenza. Il sipario è calato e bisogna solo pensare alla rifondazione del gruppo.

Una stagione iniziata con la sconfitta di Catona e terminata con la rete di Valentino Cavatorti a Guardavalle che ha significato la conquista della salvezza. E’ quella arrivata nella stagione 2012-2013, quella che ha visto il Castrovillari guidato in panchina dall’ex giocatore rossonero Graziano Nocera.  L’allenatore di Gioia è arrivato ai piedi del Pollino il 9 Luglio 2012. Una scelta fortemente voluta dalla società che intorno ad esso ha costruito una squadra dalle ottime credenziali. Purtroppo però non si è raggiunto l’obiettivo prefissato, una salvezza tranquilla, ma grazie ad un girone di ritorno di ottima fattura si è ancora una volta conquistata meritatamente la permanenza in Eccellenza grazie ad un nono posto finale che a fine girone di andata sembrava un miraggio. 10 le vittorie conquistate in questo campionato, sei sono state  conquistate nel girone di ritorno a testimonianza di quanto sia stata produttiva la seconda fase di campionato.   17 i punti conquistati nel girone di andata, 21 nel ritorno. 31 le reti realizzate in totale dalla squadra con Rizzo (9) La Canna (7) e Corigliano (5) i migliori marcatori della stagione. Con loro sono arrivati anche giocatori di esperienza come Vanacore e Nucera e giovani interessanti come Donato, Lombari ,Stilitano, Barillaro, Volpe, Tropea e tanti altri. Ma sono state le varie vicende societarie a farla da padrone in questa annata. Prima a Dicembre le dimissioni del presidente Nicola Mazzuca, poi l’avvento del Commissario Franco Cappuccio, infine il ritorno alla presidenza di Alessandro Di Dieco e l’arrivo in società di Gaetano Rubino, Cristiano Esposito, Francesco Mazza e Francesco Genovese che aprono un nuovo ciclo. In mezzo a tutto ciò la questione legata ai tesseramenti che ha condizionato diverse società di questo campionato ed in particolare il Castrovillari dapprima penalizzato in classifica ed a cui poi sono stati restituiti i punti senza alcuna penalizzazione.

Dal 2010 al 2016 milita nel campionato di Eccellenza calabrese, anno in cui conquista la promozione in Serie D nel doppio spareggio (finalissima nazionale) contro la sancataldese (0-3 in terra sicula e 2-2 al Mimmo Rende).

Nel 2016-2017 si posiziona al 16º posto finale nel campionato di Serie D e, in seguito alla sconfitta nello spareggio play out contro la Sarnese, retrocede nuovamente in Eccellenza.

Nella stagione 2017-2018 si classifica terza nel girone calabrese di Eccellenza e si qualifica, per la quarta volta nella sua storia, agli spareggi nazionali, grazie a cui raggiunge la promozione battendo in finale l’Agropoli, con gol di Armando De Simone sia all’andata che al ritorno.

Al ritorno in Serie D 2018-2019, dopo un ottimo quinto posto finale, esce sconfitto al primo turno dei play off contro la Turris.

Nell’ultima stagione in Serie D 2019-2020, la squadra conclude anticipatamente la stagione per la pandemia Covid-19 al dodicesimo posto, salva.